Descrizione delle difficoltà
Di seguito la scala relativa all’escursionismo classico suddivisa su 3 livelli di difficoltà secondo la classificazione del CAI
T (turistico)
Percorsi su carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri che non pongono incertezze o problemi di orientamento, con modeste pendenze e dislivelli contenuti.
E (escursionistico)
Percorsi che rappresentano la maggior parte degli itinerari escursionistici, quindi tra i più vari per ambienti naturali. Si svolgono per mulattiere, sentieri e talvolta tracce; su terreno diverso per contesto geomorfologico e vegetazionale (es. pascoli, sottobosco, detriti, pietraie). Sono generalmente segnalati e possono presentare tratti ripidi. Si possono incontrare facili passaggi su roccia, non esposti, che necessitano l’utilizzo delle mani per l’equilibrio. Eventuali punti esposti sono in genere protetti. Possono attraversare zone pianeggianti o poco inclinate su neve residua.
EE (escursionisti esperti)
Percorsi che richiedono capacità di muoversi lungo sentieri e tracce su terreno impervio e/o infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, roccette o detriti sassosi), spesso instabile e sconnesso. Possono presentare tratti esposti, traversi, cenge o tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche e/o attrezzati, (sono escluse le ferrate propriamente dette). Si sviluppano su pendenze medio-alte.
NOTA
Oltre alla descrizione della difficoltà è sempre necessario tenere in considerazione la durata, la lunghezza e il dislivello dell'intinerario.
Una escursione di tipo E, pur non presentando difficoltà tecniche, può diventare difficoltosa quando la combinazione durata/lunghezza/dislivello non è in linea con il nostro allenamento e forma fisica. Anche un cambiamento repentino del meteo può aumentare drasticamente la difficoltà e il disagio. Per quest'ultimo motivo è sempre fondamentale dotarsi dell'equipaggiamento e attrezzatura indicati.